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Huawei E583C, un altro MiFi portatile

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 Huawei E583CIl 2010 sarà ricordato anche come l’anno dei MiFi, i dispositivi portatili che permettono di generare una rete WiFi partendo da una connessione 3G. Molto utile quando si vuole navigare con più dispositivi, di solito fino a 5, con un unico accesso dati.

L’ultimo modello prodotto da Huawei, una società leader nel settore, si chiama E583C. Caratterizzato da un design pulito, possiede un display OLED di 1″ per leggere le informazioni di connessione. Quando è attivo permette di collegare fino a 5 dispositivi mediante l’uso del protocollo HSPA, vale a dire una velocità di 7,2 Mbps in download e 5,76 Mbps in upload.

All’interno è possibile installare anche una microSD fino a 32 GB per avere uno spazio comune dove inserire file. Il Huawei E583C sarà disponibile per 1.380 dollari di Honk Kong, vale a dire 135 €.

Fonte.

 

Damn Vulnerable Linux

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 Quante distro conoscete? Quante variazioni sul tema potete riuscire ad immaginare prima che le differenze fra le varie distribuzioni diventino praticamente indistinguibili?

Damn Vulnerable Linux (DVL) è tutto quello che una buona distro non dovrebbe essere: piena di problemi, mal configurata, con software obsoleto e con problemi di sicurezza. Non si tratta di un sostituto per la vostra distro attuale, ma di uno strumento utile per chi voglia un sistema da usare come strumento per migliorare le sue conoscenze sulla sicurezza informatica.

Il creatore è Thorsten Schneider a cui serviva un sistema da utilizzare nelle sue lezioni universitarie per insegnare ai suoi studenti reverse code engineering, buffer overflow, shellcode development, Web exploitation e SQL injection.

Quattro anni fa era un piccolo campionario di software che arrivano a 150mb, mentre oggi è una distro live da 1,8 GB che contiene tantissimi software da attaccare o da analizzare.

Fonte.

 

Cercare nella cronologia con Historious

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 HistoriousHistorious è un motore di ricerca basato sulla cronologia delle pagine visitate. Il concetto alla base del servizio è molto semplice: un contenuto interessante può essere salvato con un clic per delle ricerche successive. Non è come salvare un “semplice” segnalibro.

Ogni pagina salvata con Historious andrà a costituire un indice personale accessibile da qualunque piattaforma. Effettuando una ricerca i risultati ottenuti riguarderanno solo quei siti che sono stati indicizzati, escludendo automaticamente il resto del web.

Non bisogna esporre la cronologia del browser a Historious perché funzioni. Registrato un account gratuito, l’indice di ricerca si costruisce con un bookmarklet da trascinare nella barra dei preferiti. Opzionalmente, i siti possono essere inviati a Twitter in fase di salvataggio ed esportati sul desktop. Un metodo di ricerca che risulta piuttosto efficace.

Fonte.

 

Ubuntu Fonts: Canonical migliora i caratteri su Linux

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 Ubuntu Fonts BetaIl problema della resa dei caratteri è sempre stato centrale su Linux. Sebbene il “gap” con gli altri sistemi operativi sia stato colmato da tempo, Canonical pensa che ci siano ancora margini di miglioramento. È questo il motivo che ha spinto gli sviluppatori a creare Ubuntu Fonts, un nuovo sistema per la gestione dei caratteri orientato a GNOME. Una funzionalità riservata a pochi utenti che hanno ricevuto l’invito.

Ubuntu Fonts prevede l’installazione di una famiglia di caratteri aggiuntiva chiamata UbuntuBeta che è accessibile soltanto da un PPA privato su Launchpad. In un secondo momento si potrà chiedere l’abilitazione al download dalla piattaforma di Canonical, ma ad oggi il servizio è disponibile per gli sviluppatori. Il testing dei font ha un sistema di feedback dedicato che fornisce istruzioni sul funzionamento.

È presumibile che Ubuntu Fonts esordirà insieme a Maverick Meerkat in ottobre. Escludendo l’uso dei caratteri contenuti nel pacchetto ubuntu-private-nda-fonts il sistema non sembra granché diverso da un’installazione tradizionale. Per ciò che si può notare i cambiamenti di Canonical sono riservati alla typeface proprietaria in fase di sviluppo. Siamo ancora lontani dalla rivoluzione annunciata.

Fonte.

 

Gmail: arriva la firma per ogni account in Formato Rich Text (RTF)

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 Frima Gmail RTFAscoltando i molti suggerimenti da parte degli utilizzatori di Gmail, ora è possibile inserire nelle proprie mail la propria firma in Formato Rich Text (RFT). Fino a ieri tutti quelli che avevano l’esigenza di avere una firma che non fosse solo testo ricorrevano a script di Greasemonkey o plugin del browser.

Ora, nella versione in inglese che sto utilizzando, accedendo in Settings si noterà, alla voceSignature, un piccolo editor che consente appunto di cambiare dimensioni, colore, orientamento del testo della firma e di aggiungere anche delle immagini.

Inoltre la firma è legata all’account di posta. E’ quindi possibile associarne una diversa ad ogni indirizzo di posta.

Fonte.

 


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